IL Progetto

Il progetto si divide in due parti:

PROGETTO EDUCATIVO e PROGETTO DIDATTICO

Il progetto educativo è l'impostazione della proposta educativa che la scuola offre alle famiglie; è la linea ideale attraverso cui l'avventura scolastica si realizza.
Si tratta, dunque, del principio inderogabile attorno al quale tutta l'opera ruota.

Il progetto didattico è lo strumento operativo affidato al Corpo docente per realizzare il progetto educativo, almeno come tensione ad una realizzazione completa ben consapevoli che, come nella vita, il compimento è una meta a cui tendere.
Sarà cura degli insegnanti non deviare dalla proposta educativa.

IL METODO

Il punto di partenza sarà la presentazione di una possibilità di rapporto positivo che si fonda su determinate caratteristiche proprie del progetto educativo e presenti attraverso la concreta posizione dell'educatore.
Non si tratterà di un puro parlare, ma prima di tutto l'educatore sarà un adulto che si coinvolge direttamente e personalmente in un rapporto e comunica, attraverso ogni gesto e azione, la propria esperienza umana, la propria visione esistenziale della realtà, le proprie domande e le risposte maturate ad esse, che trovano corrispondenza nei punti essenziali del progetto educativo.
Infatti la proposta educativa non è affermare dei valori astrattamente, ma invitare liberamente a percorrere un'ipotesi positiva seguendo una persona adulta che aiuta a crescere (concetto di autorità che deriva da "augere", cioè far crescere).
I ragazzi saranno destinatari di una offerta di modelli validi da seguire nel loro cammino di crescita desumendoli sia dalla vita quotidiana che dai contenuti proposti nell'attività didattica.

PROPOSTA EDUCATIVA

Lo scopo della proposta educativa è comunicare, cioè introdurre alla realtà totale.
Fare emergere nell'altro il suo vero volto. Le esigenze di vero, bello, di bene che ci sono in ogni uomo.
Educare è far pian piano emergere la consapevolezza del "cuore".
La proposta educativa che offriamo nella nostra scuola trova il suo perno nella comunione di vita e nella ricerca appassionata della verità.
Coltiviamo pertanto con particolare cura l'educazione:
All'oggettività, considerata come umile rispetto della verità che sussiste di per sé e come risposta al relativismo tipico della cultura odierna.
Al pluralismo, visto come capacità di ascolto e di accoglienza degli uomini, delle culture, degli avvenimenti, senza il venir meno della propria identità
AI senso critico, inteso come libertà da condizionamenti interni ed esterni. Come capacità di utilizzo del proprio patrimonio ricevuto dai familiari e dagli insegnanti fino a farlo diventare evidente ai propri occhi e a partire da esso rendersi ragione delle cose.
Alla stima delle realtà create e dei valori umani in quanto riflesso della Verità assoluta.

LINEE EDUCATIVE

Il primo luogo in cui un'esperienza e una concezione di vita si comunicano da una generazione di vita all'altra è la famiglia.
Lo sviluppo e il compimento dell'azione educativa implicano l'esperienza scolastica, che deve promuovere la formazione umana, culturale e sociale della persona, in rapporto con la formazione familiare.
All'origine di ogni processo educativo c'è la realtà, secondo tutte le sue dimensioni, che si presenta come provocazione, attivando l'interesse e le dinamiche della persona.

L'ipotesi educativa fondamentale è che la realtà abbia un senso e che l'uomo abbia la possibilità di coglierlo.


Il compito della scuola è quello di:
-Favorire, sollecitare, insegnare il rapporto con la realtà e offrire ai bambini un'ipotesi positiva di lettura che possa essere da essi compresa e liberamente seguita;
-Suscitare la passione e l'interesse verso tutto ciò che favorisce un positivo rapporto con l'ambiente, per una crescita equilibrata e come affermazione dell'autocoscienza.
-Educare il bambino a sapersi domandare il senso di tutto ciò che incontra e a saperne cogliere la positività;
-Accompagnare il bambino verso un uso corretto della propria libertà intesa come energia affettiva, che gli permette di aderire alle proposte con differenti modalità di risposta;
-Tener vivo nell'alunno il desiderio di imparare;
-Favorire il riconoscimento delle regole come possibilità di essere liberi e lieti nella vita quotidiana;
-Fare in modo che il bambino accetti, all'interno di un rapporto, di essere corretto e di riconoscere i propri limiti, chiedendo aiuto;
-Promuovere un gusto nel lavoro, accettando anche le situazioni che richiedono fatica;
-Condurre il bambino verso un uso creativo delle proprie conoscenze.

DOMANDA EDUCATIVA
La domanda educativa a cui vuole rispondere il presente progetto, è emersa da una attenta analisi del contesto socio-culturale in cui opera la nostra scuola.

Alla nostra scuola normalmente si chiede:
-Educare ai grandi valori umani e cristiani;
-Promuovere la formazione del senso critico e del ragionamento
-Sviluppare la sensibilità per i problemi sociali;
-Garantire una seria preparazione culturale;
-Curare la collaborazione scuola-famiglia per uno sviluppo armonico della personalità dell'alunno.

OBIETTIVI GENERALI

Se la domanda educativa è quella di una crescita complessiva sotto il profilo esistenziale e sotto il profilo conoscitivo contemporaneamente e la proposta educativa tende a introdurre alla realtà totale il ragazzo, vengono fissati i seguenti obiettivi generali

- Conoscere e sviluppare le dimensioni del proprio essere per costruirsi una personalità armonica, capace di scelte giuste e responsabili;
- Guidare alla scoperta e alla valorizzazione degli aspetti positivi degli altri e di se stessi, educando al rispetto, all'amicizia, alla solidarietà;
- Assumere un atteggiamento di ricerca umile e costante della verità per giungere a Dio, prima verità;
- Coltivare un rapporto di dialogo, di collaborazione, di fiducia tra le componenti della comunità educante.

METODOLOGIA DIDATTICA

Caratteristiche del lavoro nella scuola elementare sono:

-L'elementarità, appunto, cioè il comunicare e proporre ciò che è essenziale;
-La ricorsività, che consiste nel riprendere in modo sempre più approfondito e consapevole ciò che si va conoscendo;
-Un metodo caratterizzato dal rispetto per ciò che il bambino è, conosce, sa fare;
un metodo che rispetti la prevalenza di ciò che è sensibile, percettivo, concreto, come condizione dello sviluppo dell'intelligenza, della capacità di concettualizzare, dell'affettività; dalla "stima" per le sue possibilità,
dalla "fiducia" e dall' "effettiva speranza" in lui; dalla "necessità" che l'alunno sia chiamato ad agire e a rischiare, perché possa conoscere e conoscersi; da "un atteggiamento adeguato" nei confronti del reale (dipendenza, domanda, invito ad aderire alle cose in quanto sono e perché sono)
Tale metodo è reso possibile dalla presenza di un maestro in rapporto con il bambino.
Il maestro è autorità per la sua funzione; è autorevole (cioè il punto di riferimento persuasivo ed affascinante) per l'impegno con la propria vita, per il desiderio esplicito di riferimento al contesto della scuola (Presidente, direttore, colleghi), per la capacità di coerenza ideale e di efficacia professionale, per l'attenzione ad aiutare gli alunni a passare dall'obbedienza al singolo adulto all'obbedienza al vero. Riferimento chiaro ed affettuoso (insegnante) che accompagna e guida come confronto leale con la tradizione, cioè con le proposte e i suggerimenti che vengono indicati.

Nell'impostare le lezioni saranno presenti le seguenti attenzioni:
-tener conto del fatto che il ragazzino apprende per imitazione, a partire da una domanda;
-educare ad allenare la memoria, perché sia possibile guardare l'esperienza in atto
alla luce della ricchezza di quella passata (valore della tradizione);
-ricordare che senza gusto e senza soddisfazione il bambino non impara.

Punto di metodo fondamentale: riferimento costante all'esperienza, intendendo per esperienza non il
"fare" soltanto, ma il "fare consapevole"; quindi il riflettere, il prendere coscienza, il paragonare
fatti e azioni con esperienze precedenti e di altre persone; il confrontare con ciò che si è riconosciuto
vero; il giungere ad un giudizio.

Tutto questo può avvenire solo in un contesto disciplinato, che vive di regole precise ed essenziali: la cura del particolare è tensione a fare emergere sempre un ordine, un senso, una bellezza, sia nella classe che nella scuola, sia nei rapporti con le persone che nel lavoro di apprendimento.

GESTIONE DELLA DIDATTICA

1. Come lavorano i docenti
Un aspetto caratterizzante la Scuola Elementare è la presenza e l'affermazione del maestro prevalente e di ogni insegnante specialista che opera nelle classi. Ogni insegnante non può non pensarsi che insieme agli altri, in un comune orizzonte culturale ed educativo.
-Collegio Docenti: Il collegio è luogo di rapporti, di confronti di lavoro, di esercizio di corresponsabilità nella costruzione del contesto educativo e della programmazione. La sua funzionalità è garantita dalla presenza autorevole di chi guida, ovvero il Direttore.
-Interclasse docenti: L'interclasse è il momento in cui si attua una condivisione più specifica del lavoro di classe svolto tra le insegnanti del "team docenti".
Formazione ed aggiornamento: A partire dai bisogni e domande che emergono dal lavoro educativo e didattico, si evidenziano aspetti da approfondire. L'ambito privilegiato per questo lavoro di riflessione è costituito da una rete di scuole che, condividendo lo stesso ideale culturale ed educativo, individua momenti ed opportunità di formazione e aggiornamento e suggerisce modalità di lavoro pertinenti ad ogni scuola.

2. rapporto scuola-famiglia
La scuola riconosce la Famiglia come luogo originale e primario dell'esperienza del bambino.
La scuola si offre come strumento qualificato per completare la funzione formativa della Famiglia con una modalità specifica.
Scopo primario del rapporto scuola-famiglia è il rapporto educativo che i due soggetti instaurano con il bambino. Ciò avviene nella reciproca stima che sottende il riconoscimento di competenze diverse. Il bambino, frequentando la scuola, deve poter riconoscere ruoli diversi, contenuti nuovi, modalità differenziate rispetto all'ambito familiare.
Il rapporto scuola-famiglia, proposto dalla scuola, si avvale di alcuni momenti:
Colloqui personali: in momenti specifici (iscrizione, distribuzione schede) o in momenti particolari come occasione di verifica del cammino del bambino.
Assemblee di classe o di interclasse: mirata alla presentazione del lavoro scolastico, alla verifica e all'affronto di tematiche specifiche;
Rappresentanti di classe: la presenza dei genitori all'interno di questa forma di partecipazione è occasione di approfondimento della proposta educativa e di collaborazione tra le famiglie.